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"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa , costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta"
(Buckminster Fuller)

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di Pierluigi Paoletti

I fuochi di artificio a cui accennavamo nei precedenti interventi sono iniziati e anche le pareti della gabbia stanno iniziando a crollare
Il sistema sta collassando e la torre di babele del debito sta crollando su se stessa.  Le bugie raccontate in questi anni alle popolazioni si stanno dimostrando per quello che sono e tutto si sta riportando all’equilibrio.


In questi anni abbiamo descritto minuziosamente quello che oggi sta accadendo e soprattutto che non è una cosa nuova, ma è insito nel sistema costruito sul debito.

Se costruisci la tua casa senza fondamenta solide ti puoi aspettare che possa crollare, un po’ come coloro che hanno costruito la casa dello studente all’Aquila. La stessa cosa accade con il debito collegato all’emissione monetaria: se basi il sistema sul debito è naturale, di solito dopo 60/70 anni, che il sistema collassi su se stesso. Le curve esponenziali di crescita del debito mondiale sono lì a dimostrarlo, inequivocabilmente senza ombra di dubbio.

I rimedi poi sono i soliti da millenni ovvero da quando si è iniziato ad adorare il vitello d’oro:

  1. la moratoria periodica dei debiti che era propria delle grandi religioni come il Giubileo per i cristiani o l’Anno Sabbatico per gli ebrei. I musulmani furono più drastici bandendo il tasso di interesse nel Corano.
  2. la guerra che resetta il vecchio debito e il ciclo economico distruggendo gli eccessi per poter iniziare con nuovo debito e un nuovo ciclo economico
  3. una grande crisi economica devastante


Inutile ripetere che messa in secondo piano la soluzione meno cruenta, perché ovviamente non redditizia per chi su queste cose ha basato il suo dominio, il mondo sino ad oggi ha sperimentato la guerra come modo preminente per tornare all’equilibrio e in subordine la grande crisi.

Il debito prima o poi porta sempre alla schiavitù è una questione matematica, il tempo con “piccoli” aiuti da parte di chi ha le redini del gioco, porta sempre alle stesse medesime conseguenze: quando il debito diventa troppo oneroso e da stimolo per il benessere diventa un mostro che alimenta solo se stesso, fa cadere nelle braccia del creditore tutte le ricchezze create dai tanti debitori, privati o pubblici, famiglie, imprese e stati, ma cosa più importante lascia i popoli sempre nella paura e nel terrore del futuro e quindi completamente alla mercè dei “signori del debito”.

La sostanziale differenza diversa dal passato è che prima i drammi venivano vissuti nei singoli paesi e le informazioni non circolavano per cui magari si aveva notizia di grandi sofferenze in alcuni paesi, ma non se ne conosceva la causa, anche perché di solito le guerre sono sempre coperte da propaganda che maschera i veri interessi che le alimentano. Per l’Italia recente, si va dalle fandonie ignobili e ripugnanti del risorgimento con cui ci hanno ingannato nei libri di storia facendo passare spietati assassini e faccendieri senza scrupoli, come eroi nazionali, alle odierne missioni di pace del nostro esercito esattamente con le solite menzogne.

Oggi rispetto al passato tutto il pianeta contemporaneamente sta subendo le conseguenze del debito. Mai avvenuto prima e ci dimostra come siamo vicini a qualcosa di tremendamente potente, un passaggio storico, epocale che porterà il mondo o alla sua autodistruzione o a costruire invece un qualcosa di talmente nuovo da far schizzare l’umanità verso il benessere.

Attualmente è innegabile che le strade che possiamo imboccare hanno le stesse probabilità: da una parte i venti di guerra tra occidente e Iran, dall’altra l’insostenibilità del debito per una crisi economica pesantissima. L’ipotesi di una grande moratoria attualmente è quella meno accreditata. Quello che però ci fa ben sperare è la coscienza delle persone che si sta elevando a ritmi molto veloci, gente che sta rifiutando la guerra e la violenza come risoluzione, tanto è vero che gli eserciti oggi sono composti da pochi professionisti; l’altro fattore è la conoscenza che sta crescendo vistosamente grazie alla rete e alla controinformazione.

La conoscenza di questi meccanismi porta inevitabilmente alla libertà, prima intellettuale ed interiore legata alla persona e poi come gruppi e quindi come popolazioni. Non dobbiamo sottovalutare la nostra forza di esseri umani consapevoli che diventa esponenzialmente più forte ogni volta che questi esseri umani rinnovati si mettono insieme per costruire le basi di un nuovo sistema basato sul rispetto, il benessere diffuso e il sostegno.

Già perché una cosa da comprendere è che questa è solo un incubo allucinatorio in cui siamo stati nostro malgrado immersi dal sistema che abbiamo accettato. Se uso uno strumento monetario basato sull’indebitamento di privati, imprese e stati automaticamente mi immergo in un sogno allucinatorio basato sulla sopraffazione e sul dolore, se riesco a svegliarmi da questo incubo allora posso invece accedere all’abbondanza e al benessere diffuso per tutti indistintamente.

Oggi tutta la ricchezza che con fatica produciamo, il famoso PIL (Prodotto di Infelicità Lordo), va a sostenere la torre di babele del debito e non a creare benessere per le comunità. Interessi privati sono a capo di stati e combriccole di faccendieri gestiscono servizi importanti per tutti, dall’energia alle comunicazioni ai trasporti.

Rafforzando la nostra conoscenza, rafforziamo il nostro interagire con quel mondo nuovo che c’è già e che sta solo aspettando il nostro contributo e sto parlando delle innumerevoli creazioni positive che le persone stanno costruendo insieme, movimenti nazionali ed internazionali di persone che decidono di dare un taglio  e non alimentare più un sistema basato sugli squilibri, sullo sfruttamento delle risorse comuni e sulla sopraffazione di pochi sui tanti.

Basta non cadere nella trappola del “lottare contro” e abbracciare il “lavorare per”.

Il “lottare contro” alimenta e rinforza il vecchio sistema, che tra l’altro sfrutta per reprimere e aumentare le sofferenze, mentre il “lavorare per” porta a costruire un nuovo modo di rapportarsi, di commerciare, di lavorare, di comunicare ecc.

In questa fase dobbiamo lasciare da parte ogni pensiero egoistico di ritorno economico delle nostre azioni e lavorare per diffondere notizie, aiutare chi è sempre immerso nell’incubo e non riesce a intravedere la luce che sta per nascere, sostenere chi soffre e costruire sistemi di interazione che obbediscano a leggi di equilibrio e benessere comune. Questo agire, contrariamente al pensiero attuale, avrà una portata enorme e potrà far pendere la bilancia su una nuova opportunità che si sta preparando:
un mondo rinnovato fra persone rinnovate.

Noi la scelta l’abbiamo già fatta ormai da anni e stiamo aspettando che molti altri si uniscano a noi. Aiutiamoci ad aiutarci.

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